Nuovo regolamento europeo 2026 sui prodotti da costruzione CPR: cosa cambia?

Il nuovo Regolamento UE 2024/3110 sui prodotti da costruzione, chiamato CPR (Construction Products Regulation), porta un cambiamento importante per il settore edile europeo, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità. Ma cosa significa concretamente per le imprese e per i progetti?

Sostenibilità: da scelta etica a obbligo normativo

Dall’8 gennaio 2026 la sostenibilità non è più solo un valore da seguire, ma un vero e proprio requisito di legge. Le aziende devono infatti impegnarsi per monitorare e ridurre il loro impatto ambientale e sociale. Per noi di Paolin Costruzioni, però, questo passaggio non rappresenta una rottura, quanto la naturale continuazione di un percorso iniziato nel 2020.
Il regolamento si inserisce all’interno della strategia del Green Deal europeo e del piano d’azione per l’economia circolare. L’obiettivo è favorire un’edilizia più sostenibile, con materiali riutilizzabili e cicli produttivi più responsabili. Allo stesso tempo, punta a uniformare le norme di prodotto, semplificare la circolazione dei materiali e ridurre la burocrazia per le imprese. Il risultato? Cantieri più sicuri, progetti più innovativi e benefici concreti per chi costruisce e per chi vive gli spazi.

Le novità principali

1. Sostenibilità e dichiarazione di prestazioni ambientali
La sostenibilità entra ufficialmente nella valutazione dei prodotti da costruzione. Ora i produttori devono descrivere le caratteristiche dei materiali e dichiararne tutte le prestazioni, comprese quelle ambientali, lungo tutto il ciclo di vita,  seguendo criteri armonizzati a livello europeo.
Viene richiesto anche di indicare l’uso di materiali riciclati, riutilizzati o derivanti da sottoprodotti. La marcatura CE resta l’unico simbolo che attesta la conformità ai requisiti europei.
Per avere dati confrontabili in tutta Europa, la Commissione metterà a disposizione un software gratuito per calcolare le prestazioni ambientali. Tra le novità ci sono definizioni chiare di prodotto usato, ossia un elemento già installato, pulito e riutilizzabile senza trasformazioni sostanziali, e di riciclabilità, cioè la possibilità reale di recuperare e trasformare un materiale mantenendone qualità e funzione.
2. Il passaporto digitale dei prodotti
Dal 2026 ogni prodotto da costruzione avrà un passaporto digitale, una sorta di carta d’identità elettronica che conterrà informazioni come: dichiarazioni di prestazione, istruzioni per l’uso, documentazione tecnica, etichette ambientali e tutti i dati utili per manutenzione, riuso e fine vita del prodotto.
Questo passaporto sarà consultabile online, gratuitamente, da imprese, clienti e autorità, e si integrerà con BIM e altri sistemi digitali europei. Anche dopo che il prodotto sarà fuori mercato, il passaporto resterà disponibile, garantendo trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera.
3. Appalti pubblici verdi
Il regolamento rafforza il ruolo degli appalti pubblici verdi (Green Public Procurement). Le amministrazioni dovranno chiedere requisiti minimi di sostenibilità nei bandi e privilegiare prodotti con prestazioni ambientali elevate.
Gli appalti pubblici, che rappresentano circa il 14% del PIL europeo, diventeranno così uno strumento concreto per favorire materiali a basso impatto ambientale e promuovere un’edilizia più responsabile, rispettando anche la concorrenza e le esigenze delle PMI.

Paolin Costruzioni: sostenibilità e concretezza

Questa normativa conferma la strada che stiamo già percorrendo. Da anni, come Società Benefit, mettiamo sostenibilità, sicurezza e cura del territorio al centro dei nostri progetti, trasformando principi e regole in azioni concrete.
Scegliere Paolin significa avere al fianco un partner che guida le scelte progettuali in modo consapevole e costruisce con responsabilità, giorno dopo giorno. La sostenibilità non è qualcosa da inseguire solo quando diventa obbligatoria: è un percorso fatto di attenzione ai dettagli e decisioni ponderate, con la certezza che ciò che costruiamo oggi definirà la qualità di ciò che sarà domani.